Giu 18
Martedì

LucioDalla

I personaggi

TOSCA
“Non uscirà più il sole se non tornerai,
Io qui non so come morire se tu morirai”

Floria Tosca, amante del pittore Mario Cavaradossi, è una celebre cantante d'opera. Donna profondamente religiosa, ma anche passionale, donna estremamente moderna ed emancipata, arriva ad uccidere Scarpia, inorridita dal patto che le proponeva per salvare la vita al suo amato. Tosca donna determinata, che giura di proteggere il suo amore e non teme di rimproverare Dio per la sorte meschina a cui va incontro il suo uomo. Tosca donna di slanci passionali e sentimenti impetuosi. La sua fine sarà coerente con la sua vita.

 

CAVARADOSSI
“Sono un artista, sono un pittore,
Ho ancora le mani sporche di colore”

Il cavalier Mario Cavaradossi è pittore e amante di Tosca; all’inizio dell’opera sta dipingendo un quadro nella chiesa di Sant’Andrea della Valle a Roma, quando viene raggiunto dal fuggitivo Angelotti che chiede e riceve protezione. Le convinzioni bonapartiste e libertarie di Mario lo condurranno a scontrarsi con il barone Scarpia, che già lo odia per essere l’unica “luce degli occhi” di Tosca; ma, molto di più, i suoi ideali – mai rinnegati, nonostante la terribile tortura – lo porteranno fino al plotone d’esecuzione di Castel Sant’Angelo.

 

SCARPIA
“Bevi il mio veleno, chiodo dentro al pane
Più lo spargo, più mi viene fame”

Il barone Vitellio Scarpia è il capo della polizia pontificia, che ha instaurato in città, a seguito dell’abbattimento della Repubblica Romana, un regime di terrore e di persecuzione nei confronti dei bonapartisti. Nel momento in cui compare in scena, è alla ricerca dell’evaso ex-console Angelotti, e incontra Tosca, per la quale ha una segreta e insana passione. Dietro al brutale capo della polizia, si nasconde un uomo dalla personalità contrastante, incapace di amare eppure desideroso di farlo, dall’infanzia difficile, isterico e capriccioso, collerico. Uno psicopatico suo malgrado, l’incarnazione del potere bizzoso e violento.

 

SPOLETTA
“Così, bambino mezzo sacrista e un po’ etilista,
Mi sbatton via e fu così che entrai in polizia”

Spoletta, “la mejo spia de Roma”, è lo scagnozzo di Scarpia, il suo tirapiedi ed esecutore materiale dei suoi misfatti e dei suoi soprusi. È lui che mette in atto la trama ordita da Scarpia ai danni dei due amanti, è lui che viene inviato ad arrestare il fuggitivo Angelotti. Figura più che secondaria nell’opera di Puccini, Lucio Dalla ne ha fatto invece un personaggio intrigante nella sua rielaborazione. Spoletta racconta della sua infanzia trascorsa a “servir messa al prete”, ma anche dei suoi vizi che lo hanno costretto ad arruolarsi in polizia; apparentemente spietato e senza cuore, in realtà ritrova una sconosciuta umanità nel momento in cui si confronta con il giovane fuggitivo scovato in fondo al pozzo; il ventenne Angelotti, che potrebbe essergli figlio, lo induce ad un inaspettato atto d’amore, a risparmiargli l’umiliazione finale.

 

ANGELOTTI
“No, io ho pietà per chi comanda, io morirò,
Ma morirò ridendo di lui e del suo disonore”

Il giovane Cesare Angelotti era stato console della Prima Repubblica Romana, nata per opera dei bonapartisti ed abbattuta degli eserciti borbonico e austriaco. Tornata l’autorità papalina in città, Angelotti è arrestato, ma riesce a evadere da Castel Sant’Angelo, rifugiandosi nella chiesa di Sant’Andrea, dove incontra Cavaradossi, che gli offrirà protezione sino alla fine. “Terrorista” e “nemico del popolo”, il fuggiasco Angelotti incarna l’ambizione e l’aspirazione alla libertà dall’oppressione, dall’intolleranza, dall’oscurantismo; ma al tempo stesso, la paura che tale impeto di libertà giovanile provoca nelle strutture del potere repressivo.

 

SIDONIA
“Che cosa vuoi sapere? È meglio non sapere.
L’amore che mi chiedi non può finire bene.”

Sidonia non è solo un personaggio, è una visione. Non è una presenza vera, reale, concreta, così come non lo è la luna piena sui tetti di Roma. È simbolo, è sogno è profezia; è premonizione di sciagura, e al tempo stesso predizione di un destino comune, dove tutti ci rincontreremo, buoni e cattivi, sconfitti e vincenti. .
Sidonia ode il canto struggente di Tosca, che vuol sapere, conoscere, vedere oltre le strade che sanguinano, quale sarà il futuro del suo amore, in un mondo in cui il futuro sembra cambiare di ora in ora. Solo la luna può risponderle. E la risposta non è confortante, fin da subito: è sempre meglio non sapere.

 

LA ROMA DEL 1800
Roma, Roma, giardino dell’amore
Roma ferita, comandata e da tutti abbandonata”

La Città Eterna, con i suoi monumenti e con il suo variegato popolo, con le sue maestose chiese, col suo ruolo da regina e serva piazzato in mezzo allo scorrere della storia. Roma schiacciata dall’oppressione e capace di grandi slanci, Roma in bilico fra rivoluzione e restaurazione, fra Napoleone e il Papa; Roma reazionaria e trasgressiva, violenta e innamorata. Roma piena di Poliziotti, Evasi, Preti, Suore, Cardinali, Carmelitane, Spie, Innamorati, Angeli, Sospetti, Borgatari, Scagnozzi, TorturatriciDetenuti, Guardie.

 

Notre Dame De Paris

È l'anno 1482.
Siamo alla fine del mondo gotico. Un secolo nuovo albeggia, e il Rinascimento mette in discussione le certezze dell'uomo del Medioevo. La scienza e la tecnica compiono passi da gigante, mentre persino la fortezza della Chiesa vacilla sotto i colpi di Lutero.
E attorno alla cattedrale di Nôtre-Dame a Parigi si intrecciano vita e passione, odio e morte, gelosia e amori impossibili...

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Pia Perdutamente Tua

"Deh, quando tu sarai tornato al mondo,

e riposato de la lunga via",
seguitò 'l terzo spirito al secondo,

"Ricorditi di me, che son la Pia;
Siena mi fé, disfecemi Maremma:
salsi colui che 'nnanellata pria

disposando m'avea con la sua gemma".

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Zard Media Group

Dall’esperienza pluriennale di David Zard nel campo dei grandi eventi culturali e spettacoli musicali dal vivo, nasce Zard Media Group.leggi