Video-intervista a Gabriel Zagni (CARDINALE/VIOLINISTA)

Parliamo con te del tuo personaggio, che è principalmente il cardinale e ti chiediamo, qual è il rapporto con il tuo personaggio?

Il teatro ti insegna la grande legge degli opposti. E' proprio negli opposti che vibra il significato e la vita di ogni personaggio. E' chiaro che in me ci sia una parte molto anticonformista ed esibizionista. Sono ebreo invece che essere un cardinale e sicuramente non sono moralista e questo rappresenta proprio il mio opposto. Ma allo stesso tempo c'è un lato così sinistro e ambiguo nel personaggio che probabilmente è presente anche nella vita reale. Ci sono tutte e due le cose. Il mio è un ruolo così piccolo che però caratterizza bene una scena e che dà una vera importanza nell'economia dell'opera, contribuendo a dare un'idea corrotta e ambigua del clero in quel periodo. Ed io rappresento proprio questo, quindi ovviamentre è una caricatura, che io incarno in questo momento.

Tu sei l’unico che ha interpretato il suo ruolo fin dall’inizio, dalla prima messa in scena di Tosca Amore Disperato…

Esatto, anche lì è stato un caso. Sono già da 16 anni che lavoro con Lucio Dalla, inizialmente come musicista e autore, ho scritto anche dei pezzi con lui. Poi lui, veramente ha scoperto tutti i talenti che avevo, e quindi ho fatto video, siti, lui mi usa come un jolly. Un giorno mi disse, vieni a vedere Tosca e si rese conto che mancava questo personaggio perchè era in playback. Dopo averlo provato, da allora l'ho sempre interpretato io, non essendoci un secondo cast per una parte così piccola. Fortunatamente non sono mai stato male e non ho mai avuto problemi fino ad ora. Gli altri, chiunque aveva un secondo cast, i ballerini sono cambiati, invece io l'ho fatto sempre. Non ho mai visto la Tosca seduto, come invece, i grandi protagonisti dell'opera che con un secondo cast hanno avuto la fortuna di vedere l'opera tutta intera.

Come hai ritrovato la Tosca, a distanza di tutto questo tempo, anche in merito alle innovazioni che sono state introdotte?

Molto emozionante! Le variazioni sono essenzialmente legate a qualche cambiamento, ma piccolo. E' l'orchestra, invece, il grande cambiamento, la grande innovazione! L'opera già era avanti, e quindi ti chiedevi quanto fosse possibile capirla per un pubblico di opera o di musical ed adesso, credo che sia non solo moderna e giusta, ma addirittura ancora più giusta di 5 anni fa e chissà magari tra 5 anni sarà capita ancora di più. Perchè Dalla è un visionario e ci sono tante piccole cose che vanno gustate con il tempo.

Una delle domande che ci hanno posto i fan di Tosca sul sito e sul fanclub di Facebook è: "Cosa si prova ad essere investiti da questo affetto e da questa emozione che voi stessi generate sul palco, in questo scambio continuo tra palco e platea?".

E' bellissimo! Da 5 anni ho un rapporto stretto con loro grazie anche al fatto di fare molte foto nel backstage e grazie alla creazione di blog per restare in contatto con loro. E anche adesso, ritrovarli, ritrovare il loro calore, persone che sono venute decine di volte a vederci è incredibile. Questa emozione che noi creiamo negli altri è condivisa e ci ritorna indietro. Noi stessi ci emozioniamo a sentire i nostri colleghi quando sono in scena ed interpretano certe arie. Non è una cosa che diventa routine per noi, tutte le volte ci fermiamo, lì ed abbiamo la lacrimuccia o abbiamo il momento di emozione. Ci sono moltissime arie e passi dell'opera che ci emozionano, il suicidio di Angelotti, l'ultima aria di Cavaradossi, il duetto Scarpia-Spoletta. Il fatto che gli altri si emozionino ci sembra una coseguenza naturale di questa emozione che nasce dall'opera stessa.

Lucio Dalla e David Zard, in questi giorni presentando l'opera, hanno spesso parlato di modernità ed innovazioni. Lucio ha per esempio detto che, così come nei teatri – lui ama fare questo esempio – si è inserita l'energia elettrica al posto delle candele, allo stesso modo, oggi, restando nel solco della tradizione del melodramma si possono inserire elementi di innovazione e tecnologici, pur mantenendo intatta questa tradizione, cosa ne pensi?

E' verissimo quello che dice Lucio, l'innovazione aiuterebbe molto a rivalutare e a valorizzare le opere del passato anche meno conosciute. Puccini è uno dei più conosciuti, ma ci sono anche tantissime opere che avrebbero diritto di esserlo. E l'innovazione tecnologica, quindi anche l'amplificazione dell'orchestra,ad esempio, può essere un modo per valorizzare qualcosa che fa parte del nostro patrimonio culturale. Inoltre come sottolineava Zard, dà la possibilità a degli autori di scrivere cose nuove che non siano solamente considerati musical ma che adirittura possano ambire a lavorare con gli enti lirici e l'orchestra. Dare la possibilità ad un compositore, in grado di scrivere un'opera e di arrangiarla per un'orchestra., L'Italia è il paese che più di tutti ha il diritto, perchè ha una storia diversa dagli altri paesi, che invece ci hanno tolto questa prima primogenitura. Torniamo a farlo!
 

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