| Video-intervista a Antonio Carluccio (ANGELOTTI) |
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Antonio, quanto ti senti vicino alla personalità del personaggio che interpreti, un personaggio sicuramente interessante, complesso, un ribelle, un “terrorista”. Io l’ho trovo un personaggio innanzi tutto di grande attualità, anche dal punto di vista della dinamica “terroristica” che c’è nel mondo in questo momento. Ma Angelotti è spinto da un animo sicuramente puro, pulito e si avvicina molto anche agli ideali che mi rappresentano, ossia quelli di libertà, di uguaglianza, di lottare per la giustizia. Quindi sì, mi sento molto vicino a lui. Se tu non fossi stato scelto per interpretare Angelotti, quale altro ruolo ti sarebbe piaciuto ricoprire tra i protagonisti di Tosca? Dal punto di vista del fascino, il cattivo ha sempre un qualcosa in più, quindi Scarpia, dico Scarpia, sicuramente. La presenza dell’orchestra è la grande innovazione della Tosca di Torre del Lago. Hai trovato difficoltà a cantare in questo modo? E cosa aggiunge allo spettacolo? Sicuramente non è semplice, perché siamo abituati a cantare con un’orchestra pre-registrata, quindi c’è bisogno di un feeling che sicuramente devi acquisire con il tempo. Noi purtroppo non ne abbiamo avuto tanto, ma sembra che il risultato sia stato subito positivo e ne siamo molto contenti; i musicisti erano tutti bravi. Sicuramente l’opera che ha un’orchestra dal vivo acquista molto dal punto di vista della spettacolarità e anche “del sapore” secondo me. I personaggi di Tosca sono personaggi appassionati, innamorati, gelosi, capaci di grandi slanci, grandi sentimenti, e che per questo probabilmente hanno catturato l’attenzione di tanti ragazzi. ma tu pensi che i giovani, o più in generale, gli uomini del XXI secolo, siano ancora capaci di questi slanci? Tosca addirittura arriva a uccidere. Io credo di sì. In Tosca assistiamo alle dinamiche esistenti nell’essere umano, in ognuno di noi. Ovviamente in qualsiasi opera vengono un po’ accentuate, esasperate, ma in ognuno di noi c’è l’odio, il rancore, l’amore, la passione, i sentimenti che alloggiano in noi sono questi. Ognuno fa prevalere l’uno o l’altro a seconda del percorso di vita. Proprio questo aspetto nella nostra opera è sottolineata spesso. Angelotti ha deciso di prendere una strada. Spoletta, che è poi colui che lo aiuterà nel suicidio, ha deciso di prenderne un’altra. Ma alla fine, quando si incontrano si accorgono di assomigliarsi, anche se hanno preso strade completamente diverse, e questo è molto affascinante. La dinamica che si verifica in ognuno di noi, nella scelta tra il bene e il male, è molto sottile. Si può diventare buoni o cattivi in pochissimo tempo. Anche Scarpia, lo si vede, è un cattivo, ma in alcuni momenti raggiunge anche degli atteggiamenti dolci, teneri. Un rivoluzionario, agli occhi di molti un terrorista, può essere visto anche come una persona che ha capito qual è il senso vero di libertà. E’ facile scambiare un terrorista con una persona che ha capito cos’è la libertà, come recita la canzone ovviamente. Qual è la cosa tecnicamente più difficile del ruolo che reciti in Tosca? L’intensità. Mi spiego. I temi che tratta Angelotti sono sicuramente molto intensi, sempre. Angelotti non parla mai per parlare, è uno che quando parla, dà sentenze. Questa cosa ti carica. Ogni parola che dici deve avere un grande peso per dare forza al personaggio, ovviamente. Non è un personaggio che ha tanto tempo in scena, quindi quando entri devi lasciare il segno in qualche modo. Questa è l’unica difficoltà che trovo, però ripeto, lo sento molto vicino a me il personaggio e non faccio tanta fatica. Ricordi ancora qual è la sensazione che hai provato quando ti hanno detto che avresti interpretato Angelotti? È stato molto emozionante, perché ero molto giovane e perché avrei lavorato con un artista come Lucio Dalla e con dei colleghi favolosi come quelli con cui sto lavorando. Un saluto ai fan di Tosca. Saluto tutti i fan e vi ringrazio per il vostro sostegno. Seguiteci e dateci sostegno ancora. Grazie.
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Notre Dame De Paris
È l'anno 1482.
Siamo alla fine del mondo gotico. Un secolo nuovo albeggia, e il Rinascimento mette in discussione le certezze dell'uomo del Medioevo. La scienza e la tecnica compiono passi da gigante, mentre persino la fortezza della Chiesa vacilla sotto i colpi di Lutero.
E attorno alla cattedrale di Nôtre-Dame a Parigi si intrecciano vita e passione, odio e morte, gelosia e amori impossibili...
Pia Perdutamente Tua
"Deh, quando tu sarai tornato al mondo,e riposato de la lunga via",
seguitò 'l terzo spirito al secondo,
"Ricorditi di me, che son la Pia;
Siena mi fé, disfecemi Maremma:
salsi colui che 'nnanellata pria
disposando m'avea con la sua gemma".
