Arena di Verona, 12 Settembre 2009
Semplicemente splendida, oltre 8.000 spettatori hanno applaudito ininterrottamente per decine di minuti, un vero trionfo. La Stampa di Tosca a Verona...
Semplicemente splendida, oltre 8.000 spettatori hanno applaudito ininterrottamente per decine di minuti, un vero trionfo. La Stampa di Tosca a Verona...
| Notre Dame de Paris |
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Notre Dame de Paris è lo spettacolo che ha infranto ogni record e macinato numeri su numeri, l’opera che ha riportato l’Opera in mezzo alla gente, sui palchi, in oltre ottanta città, nei palazzetti dello sport, nelle arene, per una nuova generazione di appassionati. Notre Dame de Paris è il capolavoro che ha sfidato l’impossibile, perché l’impossibile non esiste dal momento in cui il poeta Gringoire sale sul palco e comincia a cantare di un tempo in cui gli uomini costruivano cattedrali e salivano verso il cielo, capaci di amori struggenti e di nefandezze orribili. L’impossibile non esiste da quando David Zard ha portato in Italia l’opera concepita da Riccardo Cocciante con le parole di Luc Plamondon, che Pasquale Panella ha adattato nella nostra lingua. E anche per un enorme numeri di spettatori, “impossibile” è una parola che non esiste più. Oltre due milioni e cinquecentomila, tanti sono gli italiani rimasti affascinati dalla bella gitana Esmeralda, intrigati dalle trame del tormentato arcidiacono Frollo, mossi a compassione dalla sorte del gobbo Quasimodo, innamorato e deforme. Affezionati ai tanti artisti che si sono alternati sul palco dal debutto nel 2002. Affascinati dalle musiche, da quella Bella che è divenuta il simbolo stesso dello spettacolo, dai numeri incredibili degli acrobati e dalle performance dei ballerini, dagli allestimenti scenografici mai visti prima in una produzione in Italia. Tutto questo, oltre all’ingrediente segreto ed ineffabile celato nella storia di Victor Hugo, ha riportato la gente ad affollare i nuovi teatri, in fila per uno spettacolo che ha lasciato un segno indelebile nella storia della musica e che ha aperto la strada ad una rinnovata concezione di opera, ad un ritrovato interesse dei nostri artisti per il genere, ad una sequenza di capolavori che sta vedendo la luce negli ultimi anni. Tutto questo, e molto altro, è Notre Dame de Paris. |

Tosca Floria, amante del pittore Mario Cavaradossi, è una celebre cantante d'opera. Donna profondamente religiosa, ma anche passionale, donna estremamente moderna ed emancipata. Gelosa e combattiva, giura di proteggere il suo amore e il suo uomo ad ogni costo. Tosca donna di slanci passionali e sentimenti impetuosi. La sua fine sarà coerente con la sua vita.
Ruolo interpretato da Rosalia Misseri.

Il cavalier Mario Cavaradossi è pittore e amante di Tosca; all’inizio dell’opera sta dipingendo un quadro nella chiesa di Sant’Andrea della Valle a Roma, quando viene raggiunto dal fuggitivo Angelotti che chiede e riceve protezione. Le convinzioni bonapartiste e libertarie di Mario lo condurranno a scontrarsi con il barone Scarpia, che già lo odia per essere l’unica “luce degli occhi” diTosca.
Ruolo interpretato da Graziano Galatone.

Il barone Vitellio Scarpia è il capo della polizia pontificia. Alla ricerca dell’evaso ex-console Angelotti, incontra Tosca, per la quale ha una segreta e insana passione. Dietro al brutale capo della polizia, si nasconde un uomo dalla personalità contrastante, isterico e capriccioso, collerico. Uno psicopatico suo malgrado, l’incarnazione del potere bizzoso e violento.
Ruolo interpretato da Vittorio Matteucci

Sidonia come gli astri, è sempre presente e dal cielo osserva le umane azioni. Regina della Notte, è colei che Tosca interroga affinchè le venga svelato il futuro del suo amore. Come ogni infausta profezia, si avvera provocando dolore e morte ma Sidonia non ne resta distaccata, partecipa e dolente canta dell'Amore Disperato.
Ruolo interpretato da Iskra Menarini

Spoletta, “la mejo spia de Roma”, è lo scagnozzo di Scarpia, il suo tirapiedi ed esecutore materiale dei suoi misfatti e dei suoi soprusi. È lui che mette in atto la trama ordita da Scarpia ai danni dei due amanti, è lui che viene inviato ad arrestare il fuggitivo Angelotti. Figura più che secondaria nell’opera di Puccini, Lucio Dalla ne ha fatto invece un personaggio intrigante e umano nella sua rielaborazione.
Ruolo interpretato da Lalo Cibelli

Cesare Angelotti è l'ex-console della Repubblica Romana; col ritorno dell’autorità papalina, il giovane rivoluzionario è arrestato, ma riesce ad evadere da Castel Sant’Angelo e a rifugiarsi nella chiesa dove Cavaradossi sta dipingendo. “Terrorista” e “nemico del popolo”, il fuggiasco Angelotti incarna a tutti gli effetti l’aspirazione alla libertà.
Ruolo interpretato da Antonio Carluccio
È l'anno 1482.
Siamo alla fine del mondo gotico. Un secolo nuovo albeggia, e il Rinascimento mette in discussione le certezze dell'uomo del Medioevo. La scienza e la tecnica compiono passi da gigante, mentre persino la fortezza della Chiesa vacilla sotto i colpi di Lutero.
E attorno alla cattedrale di Nôtre-Dame a Parigi si intrecciano vita e passione, odio e morte, gelosia e amori impossibili...
e riposato de la lunga via",
seguitò 'l terzo spirito al secondo,
"Ricorditi di me, che son la Pia;
Siena mi fé, disfecemi Maremma:
salsi colui che 'nnanellata pria
disposando m'avea con la sua gemma".