| Il Melodramma e l'Opera lirica |
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Alle fine del '500, gli studiosi fiorentini della Camerata dei Bardi, si fecero carico di realizzare un'esigenza molto sentita dalla cultura rinascimentale; riportare in vita la tragedia classica greca, che si pensava fosse interamente cantanta. Paradossalmente, l'ispirazione a ricreare l'antico legame tra musica e poesia, portò alla nascita di un genere teatrale del tutto nuovo che fondeva insieme note e versi, costumi d'epoca e scenografie sfarzose. Coerentemente alla sua origine anche l'etimologia del termine si rifà alla lingua ellenica. L'anno zero del melodramma corrisponde al 1594 quando a Firenze andò in scena la Dafne, scritta da Jacopo Corsi e Ottavio Rinuccini e musicata da Jacopo Pieri. Corsi e Rinuccini sono dunque i primi librettisti che si ricordino, ma fu il compositore Claudio Monteverdi, a partire dall’Orfeo del 1607, a rendere celebre questo ruolo e conferire al melodramma quelle prerogative che lo avrebbero reso un successo irripetibile negli anni a venire. Quello di librettista è un ruolo al tempo stesso esclusivo e fondamentale per l’opera lirica. Fino ai primi decenni del 1600 il melodramma continuò a rappresentare un genere esclusivo, messo in scena con la funzione encomiastica di celebrare il potere delle dinastie governanti. In Francia, il compositore fiorentino naturalizzato francese, Giovanni Battista Lulli, creò la tragédie-lyrique, l’opera francese, che si differenziava dal melodramma per la maggior rigorosità nell’interpretazione musicale e la particolare attenzione verso le coreografie, arricchite dalla presenza dei balletti. Intanto il melodramma italiano definì la sua struttura di opera seria grazie al compositore Alessandro Scarlatti e si affermò Pietro Metastasio, autore di 27 testi, messi in musica negli anni a seguire più di ottocento volte. In contrapposizione a Napoli nacque l’Opera Buffa. Proprio Rossini, insieme a Bellini, Donizetti e Verdi rappresentò il periodo di maggior popolarità del melodramma che nel frattempo assunse il nome di Opera. Sul finire dell'Ottocento sorse la Scuola verista, un movimento che, pur non rinunciando alla concezione tradizionale del melodramma, lo rese più vero ed aderente alla vita quotidiana.
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Notre Dame De Paris
È l'anno 1482.
Siamo alla fine del mondo gotico. Un secolo nuovo albeggia, e il Rinascimento mette in discussione le certezze dell'uomo del Medioevo. La scienza e la tecnica compiono passi da gigante, mentre persino la fortezza della Chiesa vacilla sotto i colpi di Lutero.
E attorno alla cattedrale di Nôtre-Dame a Parigi si intrecciano vita e passione, odio e morte, gelosia e amori impossibili...
Pia Perdutamente Tua
"Deh, quando tu sarai tornato al mondo,e riposato de la lunga via",
seguitò 'l terzo spirito al secondo,
"Ricorditi di me, che son la Pia;
Siena mi fé, disfecemi Maremma:
salsi colui che 'nnanellata pria
disposando m'avea con la sua gemma".
